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L'uscita dal nostro labirinto artistico è imminente, e, per
un'arcana e curiosa coincidenza, lo possiamo fare andando a ritroso
nel tempo e nel mito, con un'opera fondata sull'innocenza del
fanciullo e la circolarità della predestinazione. Con l’olio su tela
I giochi del piccolo Teseo, Luigi Zecchi ci riporta all'infanzia del
famoso personaggio mitologico: una scogliera, uno specchio d'acqua,
e, sulla spiaggia, un bambino,Teseo, che gioca a costruire
labirinti. La rappresentazione ludica che ci viene proposta è ricca
di simbologie: difficile, infatti, non pensare alla certezza che il
simbolo del labirinto, così come tante altre forme archetipiche,
abiti in ognuno di noi fin dall'infanzia, racchiudendo in sé energie
psichiche e modelli di pensiero che si svilupperanno nella vita
permettendo di creare o interpretare situazioni, luoghi, sogni.
Difficile non pensare anche alla possibilità che nell'animo di
Teseo, fin dai primi anni di vita, potesse nascondersi l'inconscia
certezza del ruolo che avrebbe dovuto rappresentare nei territori
del mito. E questa certezza pare quasi proiettata in quel
bassorilievo che l'artista colloca sulla liscia parete di scogliera,
illustrando una scena degna della miglior pittura vascolare
dell'antica Grecia, di cui Teseo e Arianna sono i protagonisti.
Tutto è narrato e scolpito in questa opera che si presenta a noi
come le pagine di un libro che stanno per essere lette e rilette
dall'intera umanità. I bambini mostrano spesso di capire cose che
all'animo dell'adulto sfuggono, perché offuscate da condizionamenti
della contingenza, o corrette da scelte già preordinate; il piccolo
Teseo raffigurato da Zecchi sa che deve sperimentare labirinti,
perché, per diventare uomo, dovrà superare difficili prove di
iniziazione. Non si sfugge da questa interpretazione del simbolo! Ci
potrà essere o non essere un'Arianna ad aiutarlo, ma adesso, ancora
lontano dal bisogno di amore e dalla possibilità del tradimento,
deve contare solo sulle proprie forze. Parrebbe bello concludere il
nostro viaggio avendo a disposizione le immagini che riassumono e
confermano le riflessioni fatte e le conclusioni cui si è giunti.
Apparentemente non esiste, o meglio, non esiste ancora qui un
Minotauro da cui dobbiamo salvarci, ma forse quella che ci sembrava
essere finalmente l'uscita altro non è, in realtà, che un paradosso:
i giochi del piccolo Teseo ci ricordano che la storia deve ancora
cominciare ... e saremo costretti ad entrare presto in un nuovo
labirinto!
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