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Zecchi ama procedere anche per temi. Quello dell'albero, o degli
alberi, l'ha occupato per molto tempo, sempre con risultati
eccellenti e di grande suggestione. Zecchi è un incisore ortodosso e
sapiente che scrive i suoi racconti con una perizia e
un'impaginazione non comuni. Sa realizzare immagini, apparentemente
naturalistiche, con nitidezza e luminosità. La piccola acquaforte
della quale vado scrivendo evoca la bellezza neoclassica di un
cammeo o la preziosità di una miniatura. Già per questi motivi le
sue incisioni si fanno ammirare e ci trasmettono un senso di
serenità. Ma, a ben vedere, attraverso gli alberi, che sono natura e
forza, Zecchi, io così credo, vuol ricordarci che intanto noi
viviamo perché esiste questa terra, questa natura, e che se vorremo
ostinarci, ciecamente e sordamente, a dimenticarlo non potremo
esistere più. Dunque, non un naturalismo fine a sé stesso ma un
memento non drammatico, non spaventoso, ma sereno e non per questo
meno importante.
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